Missione a Cuba: nove anni dopo…

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Siamo di nuovo qui, dopo nove anni, per condividere con voi, fratelli ed amici carissimi, la nostra esperienza nella missione di Cuba. Come  sapete tutti sanno, si tratta di una piccola realtà, un alberello nato nove anni fa ma che già tiene radici profonde. Sí, perché la storia é cresciuta, e quando un albero cresce significa che le sue radici sono bel piazzate nel suolo…

 

E il seme si trasformó in alberello…
Poco a poco, rispettando i misteriosi tempi di Dio, abbiamo sperimentato l’azione dello Spirito che non si arrende di fronte alle difficoltà umane ma rafforza la sua azione, proprio grazie alle difficoltá. La nostra missione ha caratteristiche proprie, conosce condizionamenti e limiti oggettivi che non si incontrano in altre parti del mondo; è costretta a reinventarsi quotidianamente, vista la dinamica particolare della società in cui è inserita. Non possiamo cambiare le cose (e nemmeno  solo  accettarle  passivamente cosí come sono…) e siamo quindi sfidati dal fatto di dover adattare l’annunzio del Vangelo alla realtà.
Molte volte vi abbiamo parlato della bontà della nostra gente, sottolineando il fatto che tanti anni di silenzio forzato hanno portato ad una incapacità oggettiva di coinvolgimento perchè possa nascere quella dinamica essenziale che fa della evangelizzazione anche un elemento base della crescita umana. Questo crea spesso oggettive difficoltà: siamo accettati, ascoltati, sostenuti ed anche esageratamente benvoluti, ma quando poi si tratta di ottenere quella elementare collaborazione che porterebbe la  gente ad un coinvolgimento ed all’impegno in prima persona, le cose cambiano.
Questo fa sì che le nostre comunità cristiane vivano una oggettiva staticità; formate maggiormente da gente che ha tenuto duro e che ha pagato anche in prima persona la propria fedeltà a Cristo e al Vangelo, ma che spesso si richiudono in se stesse, godendo della situazione attuale che permette una certa libertà che loro vivono come premio per il loro impegno nel passato. Non è affatto facile aiutare la nostra gente perchè si apra e proietti la propria vita verso il domani, anche perchè, socialmente, niente parla di futuro... Se ci rallegra molto avere gente buona ed anche ad un buon livello di santità, preocupa molto per esempio, anche a livello nazionale come è stato recentemente rilevato da una statistica, la povertà nella partecipazione di bimbi, adolescenti e giovani alla catechesi ed al cammino ordinario di una comunità.
Dopo nove anni ci stiamo rendendo conto della fatica che comporta un autentico cambio di mentalità per gente che ha sofferto tanto e che rischia di accontentarsi dei risultati raggiunti. Noi continuiamo a fare la proposta e ad… inventare cammini. Spesso non basta, ma sappiamo che non possiamo arrenderci perchè siamo chiamati proprio a presentare l’annuncio evangelico come elemento di costante provocazione.

Missione come “presenza”
Viste le oggettive difficoltà nella azione missionaria, ci siamo concentrati ancora di più sul valore efficace della nostra semplice presenza francescana.  San Francesco e La Chiesa nei suoi documenti sulla vita religiosa, ci ricorda spesso che il solo fatto della presenza di una comunità in terra di missione è già una forma straordinaria di evangelizzazione. A patto che questa comunità sia significativa. Il problema nostro, quindi, è fare in modo che il nostro modo di vivere insieme, come fratelli in comunità, sia un segno visibile ed una testimonianza autentica per i nostri fratelli cubani.
Non possiamo affermare di aver raggiunto risultati significativi in questa direzione, anche perché è difficile autovalorarsi…, ma lo sforzo rimane ed è costante perchè sappiamo molto bene che è proprio su questo campo che ci stiamo giocando il senso del nostro essere qui in nome del Signore, della Chiesa e della nostra Famiglia francescana.
Come sapete, già questo problema di fondo non riguarda solo una comunità ma due! Sì, perchè, grazie al Signore, finalmente abbiamo aperto la seconda casa tanto sognata e viviamo da tre mesi nel nuovo ambiente preparato con tanta fatica. Il Convento San Missimiliano Kolbe di La Habana è una realtà ed una nuova sfida per tutti noi.
Con la apertura della nuova comunità si sono create, per noi frati presenti nella Capitale, le condizioni per uno stile ordinario di vita e la possibilità di offrire alla Chiesa locale un servizio più sistematico. Da qui serviamo la bellissima Chiesa di San Francesco, che ora ci resta molto vicina, e la parrocchia di Santa Clara, ad una decina di chilomentri al sud della cittá. Con il nuovo convento è arrivato anche il completamento della comunità, ora è formata da tre frati; da fine settembre è con noi p. Paulino Palafox, fratello della Custodia del Messico, che da tempo aspettava di potersi unire a noi. Un ulteriore dono del Signore che ora dà alla nostra presenza missionaria maggiore consistenza e maggiore possibilità di azione.
Con l’arrivo di p. Paulino ora siamo presenti a Cuba sette frati (quattro nella comunità di Matanzas e tre a La Habana); dallo scorso anno sono in cammino con noi quattro giovani che stanno manifestando ogni giorno di più il loro desiderio concreto di seguire le orme del nostre Serafico Padre.
Non possiamo non rivolgere ancora una volta un nostro pensiero riconoscente ai fratelli Cappuccini che ci hanno ospitato nella loro casa per quasi un anno. Un segno di autentica fraternità e di concreta collaborazione tra famiglie che hanno come riferimento lo stesso Padre. Continua la nostra relazione con loro perchè in questo tempo è nata una autentica comunione. E seguiremo su questo cammino, anche per offrire un segno di unità in questo mondo che soffre a causa di tante divisioni.
Nonostante le oggettive difficoltà, dovute a distanza e mancanza di tempo, curiamo il rapporto tra le nostre due comunità: Matanzas e La Habana. Abbiamo condiviso momenti significativi che ci fanno sentire una sola realtà in cammino in luoghi diversi. Particolarmente bella è stata la celebrazione dei 50 anni di sacerdozio del nostro p. Fernando che ci ha visti tutti insieme, uniti al clero locale, per dar grazie al Signore per il dono di questo fratello che è per noi esempio di entusiasmo e di fraternità.
Se Dio vuole, ora che le due realtà soono maggiormente stabilizzate, in futuro lavoreremo con più costanza per crescere nella comunione, inventando non solo momenti di incontro ma soprattutto di formazione e condivisione. Le condizioni ci sono e la volontà non manca; faremo del tutto per essere sempre più un segno autentico di comunione fraterna.

Guardando al futuro, sogniamo e preghiamo
Dopo aver sottolineato quello che sentiamo come essenziale, cioè l’impegno di crescere ogni giorno di piú come fraternità per essere missionari con la nostra vita, volevamo ricordare anche quelli che sono i nostri impegni cosí che possiate appoggiarci con la vostra preghiera, altro elemento che sentiamo come essenziale!
La comunitá di Matanzas ha come impegno fondamentale il servizio pastorale. Oltre al lavoro nella parrocchia principale, San Pedro (30.000 abitanti) dove è parroco p. Luigi, con l’impegno del p. José accompagnano ormai da oltre due anni altre due parrocchie: Canasí, con 6.000 abitanti, a oltre 30 chilometri di distanza dalla città, e Corral Nuevo, con 1.200 persone, a 10 chilometri. Il lavoro di quest’anno si è caratterizzato con la preparazione al IV centenario del ritrovamento dell’immagine della Virgen de la Caridad, patrona di Cuba che sarà el 2012. È in corso in tutte le comunitá cristiane di Cuba una missione che sta portando la immagine in ogni famiglia, cogliendo l’occasione per un momento di evangelizzazione.
A La Habana, oltre al lavoro formativo dei giovani in cammino vocazionale, serviamo la chiesa di San Francisco che sta di nuovo diventando un punto di riferimento per la gente del centro storico (abbiamo visto un aumento della partecipazione dopo che si è fatta constante la nostra presenza) e la Parrocchia di Santa Clara, di 50.000 persone.
Ora questo servizio, nato come aiuto momentaneo lo scorso anno, è diventato ufficiale perchè c’è stata la nomina di p. Silvano come parroco. Abbiamo accettato di impegnarci in modo completo in questa comunità per tanti motivi: la carenza di sacerdoti, le tradizioni francescane ancora presenti, come una fraterntá Ofs molto attiva, la possibilità di una azione pastorale corroborata dalla presenza fissa di un diacono permanente e di tanti laici disponibili. A volte ci consola vedere la grande e bellissima chiesa piena di gente, ma poi pensiamo all’intero quartiere e ci rendiamo conto dell’immenso lavoro pastorale e missionario che ci attende. Come accennato sopra, segno problematico è la scarsa partecipazione delle nuove generazioni alla catechesi; quest’anno abbiamo iniziato con una trentina tra bimbi e adolescenti, quando nel quartiere, di questa età, ne saranno almeno tremila…
Come frutto della collaborazione con le altre famiglie francescane e con l’Ordine Francescano Secolare, sta per partire, presso la nostra chiesa di San Francesco, il Centro di Spiritualità Francescana; un servizio che offiremo per far conoscere San Francesco e la sua proposta di vita. Per poter ospitare questa attività, che dovrebbe essere inaugurata il 10 di dicembre prossimo, ci siamo impegnati nel restauro del grande salone adiacente alla chiesa e di alcune stanze. Con la disponibilità e di frati ben preparati di tutte le Famiglie francescane, mensilmente offriremo incontri di formazione in lodo e si avvierà anche un “Corso di formazione francescana a distanza” con l’invio di schede già preparate allo scopo.
Il progetto era stato sottoposto giá da due anni a “Misionszentrale der franziskaner” della Germania che lo ha approvato, ha già dato un contributo e continuerà ad appoggiare le iniziative che si proporranno.

Avanti con serenitá
Come sempre andiamo avanti con tanta serenità. Sappiamo, con sempre rinnovata coscienza, che il Signore, che ci ha chiamati qui, cammina con noi. Non possiamo dimenticarlo neppure per un attimo perchè sarebbe come perdere il punto di riferimento esistenziale. Nella preghiera di ogni giorno ritroviamo il Suo “sí” che ci sostiene e ci permette di riprendere il cammino con rinnovando il nostro “sì”.
Ci consola la presenza tra noi di giovani in cammino vocazionale. Oltre ai quattro postulanti che stiamo accompagnando, ce ne sono altri che, sempre se Dio vuole, incominceranno il postulantato nel prossimo settembre. Affidiamo questi germogli di speranza alla vostra preghiera.
Un immenso grazie a tutti voi che ci seguite con affetto e non ci fate mancare l’aiuto necessario per andare avanti. In questo momento abbiamo davanti agli occhi una lista infinita di persone buone che in questi anni sono state per noi la mano concreta della Provvidenza. Per tutti la nostra preghiera riconoscente nella certezza che il Signore sa come ricompensare. Ricordiamo con grande affetto ed affidiamo al Signore l’anima generosa di Ippolita Filippini, volata al Cielo il primo di settembre scorso. Quando ancora la Missione di Cuba era solo un progetto, lei era già presente e disponibile per qualunque necessità; ogni giorno, da allora, ha pregato per noi ed ora continua a farlo dal Cielo. Un segno davvero straordinario di amore fraterno e di solidarietà che ci ha accompagnati sempre. Il Signore la ricompensi.
Grazie, fratelli. Continuiamo a camminare insieme, tenendoci per mano nella Carità, uniti dalla stessa Fede capace di alimentare la vera Speranza.
Pace e bene a tutti voi,

I frati di Matanzas e La Habana, insieme ai giovani in formazione
Matanzas/La Habana, 06.11.10