La Milizia dell’Immacolata e le Nazioni Unite

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Avendo lavorato per diversi anni con la Milizia dell’Immacolata, sia a livello nazionale che internazionale, sono stato contattato dalla Società di S. Gabriele per Diplomatici, un organismo internazionale di diplomatici cattolici che conta circa 60 membri, ma che continua a crescere.

In quanto Presidente nazionale della Milizia dell’Immacolata negli Stati Uniti d’America e Canada, mi è stato chiesto di essere anche il loro Assistente spirituale e la persona di contatto con la Milizia. È stato loro desiderio collegarsi con la Milizia, a causa della peculiarità spirituale ed internazionale di quest’ultima.

Attraverso la Società di S. Gabriele sono stato invitato dalle Nazioni Unite a New York per un convegno del “Fondo centrale di risposta alle emergenze” del 29-30 dicembre 2009. Il CERF (Fondo centrale di risposta alle emergenze) fu istituito dopo lo tsunami nell’Estremo Oriente e come conseguenza delle diverse reazioni provocate nell’offrire aiuti internazionali in seguito a diversi cataclismi: per esempio l’aiuto considerevole ricevuto dalle vittime dello tsunami a causa della notevole copertura mediatica, mentre per altri disastri non sono stati ricevuti simili aiuti. Come ha notato nel suo discorso lo stesso Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, CERF è veloce, efficiente e salva vite umane; offre un coordinamento per aiuti umanitari negli ambiti più importanti: cibo, sanità, acqua, agricoltura, organizzazione e protezione dei campi profughi. Fino ad oggi 45 paesi sono stati aiutati dal CERF: dalla Repubblica Democratica del Congo alla Somalia, fino alle Filippine che hanno sperimentato prolungate inondazioni durante l’anno; ben 109 paesi hanno contribuito a CERF dal 2006 ad oggi. Su You Tube CERF viene sostenuto con un annuncio di pubblica utilità: “Aiutateci ad aiutare in tempo”. Chiunque abbia sperimentato un disastro naturale, quale alluvione, siccità, terremoto, sa quanto essenziale siano per le vittime la tempestività e gli aiuti.

Il nostro mondo è più grande della nostra pastorale personale. Mentre la nostra pastorale costituisce una priorità a livello locale, non possiamo evitare di vedere più in grande, e la relazione che abbiamo con tutte le persone del mondo. Se una persona soffre la fame, o è senza casa o esule, tutti lo siamo!

Fr. Patrick Greenough, OFMConv.