Assemblea Generale Fraterna e’ stata conclusa

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Il giorno 18 di gennaio 2010 a Pilar, Buenos Aires, si sono conclusi i lavori dell’Assemblea Generale Fraterna in Argentina. “L’importante non è tanto conoscere cose nuove, ma mettere in pratica quelle conosciute”. Nell’omelia dell’Eucaristia conclusiva, ultimo atto dell’Assemblea generale fraterna, il Ministro generale ha così richiamato le parole con cui aveva dato inizio ai lavori.

Facendosi interprete dei sentimenti di tutti i presenti, fr. Marco ha reso grazie a Dio per quest’esperienza così ricca, i cui frutti ci attendono al nostro ritorno nella quotidianità. Piuttosto che maestri, infatti, vogliamo farci testimoni dell’incontro con il Signore e della gioia della fraternità che abbiamo condiviso in questi giorni: è quanto abbiamo cercato di esprimere nel messaggio finale indirizzato a tutti i frati, del quale i frammenti trovate qui di seguito.

[…] Riuniti intorno alla mensa dell’Eucaristia e della fraternità, abbiamo cercato di vivere un’esperienza di formazione piuttosto che di elaborare teorie o progetti sulla formazione […] già presenti nei documenti della Chiesa e dell’Ordine (“non nova ut sciatis, sed vetera ut faciatis”).

In questo percorso spirituale ci siamo lasciati guidare dall’icona evangelica dell’incontro di Cristo risorto con i discepoli di Emmaus, la cui raffigurazione musiva realizzata dal P. Marko RUPNIK (che ci ha accompagnato nelle meditazioni quotidiane) era stata scelta come logo dell’assemblea e ha costituito fonte d’ispirazione e preghiera per ciascuno di noi. Si tratta di una stupenda metafora del cammino formativo di ogni cristiano e, a maggior ragione, di ogni consacrato, dal più giovane al più anziano: è per questo che vogliamo condividere con voi i passaggi salienti del cammino che abbiamo percorso in questi giorni alla luce di questo brano evangelico […]

In questi giorni abbiamo cercato di compiere una molteplice esperienza di esodo che ci consentisse di passare dalla discussione astratta sulla formazione all’incontro vero e concreto con l’altro nella fraternità, luogo privilegiato in cui la formazione si realizza; dalla presunzione di essere maestri e superiori all’umiltà di chi si propone all’altro come un compagno di viaggio, come fa Gesù con i discepoli di Emmaus; dall’autonomia formativa (per il fatto di aver persone qualificate e possibilità economiche) a una condivisione e collaborazione con le realtà del nostro Ordine che necessitano di un aiuto fraterno. E ancora: da una spiritualità generica a una vita cristiana che incarni nella quotidianità i valori testimoniati dal nostro Serafico Padre San Francesco e presenti nella nostra tradizione di Frati Minori Conventuali (primato di Dio e vita fraterna; minorità e sobrietà; servizio ai poveri e al Vangelo). Siamo consapevoli delle sfide che ci attendono, ma anche fiduciosi che il Signore non mancherà di accompagnarci con la sua grazia.

Infatti, la chiave che consente di vivere un autentico cammino di formazione permanente è la contemplazione: come dimostra il dialogo di Gesù con i due discepoli, solo uno sguardo contemplativo permette di giungere al cuore delle Scritture senza rimanere imprigionati nella lettera. La materia è apparentemente la stessa, ma lo sguardo contemplativo la trasforma: così la parola dei profeti spezzata da Gesù diventa Parola di vita; il pane dei due discepoli offerto al Risorto e spezzato per loro diventa Corpo di Cristo. Anche noi, dopo aver contemplato la meraviglia dell’opera che Dio va compiendo in noi attraverso le molteplici esperienze di formazione permanente in atto nelle nostre comunità e circoscrizioni, desideriamo tornare alle nostre fraternità come uomini nuovi, al pari dei discepoli di Emmaus che senza indugio fanno ritorno a Gerusalemme; anche noi desideriamo annunciarvi di aver visto con i nostri occhi – non più per sentito dire – che il Signore è risorto nella nostra vita. La contemplazione è lo sguardo interiore che consente di gustare la propria storia anche quando si snoda attraverso un percorso tortuoso, che passa inevitabilmente per le notti oscure della sofferenza e della morte: ne abbiamo avuto una riprova in questi giorni, segnati dal terribile cataclisma che ha colpito la terra di Haiti seminando morte e distruzione. E ciascuno di noi ne fa esperienza concreta nella propria vita quando, presto o tardi, si trova ad affrontare momenti di difficoltà, spirituale o materiale che sia. La contemplazione, intesa come sguardo interiore dell’uomo che ha abbracciato lo spirituale come stile di vita, apre al vero gusto per la vita, al di là dell’apparenza: fratelli, desideriamo trasmettervi questo gusto di vivere da autentici figli dell’“Altissimo, bon Signore”! […]

I vostri fratelli riuniti in Assemblea generale fraterna.