Progetto di revisione

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Progetto di lavoro
per la revisione delle Costituzioni


1. Obiettivo del Progetto

Questo Progetto risponde alle decisioni del Capitolo generale 2007 che , con la Mozione n. 1 approvata dall’assemblea capitolare, così ha stabilito:

  1. Si avvii il lavoro di revisione sistematica delle attuali Costituzioni.
  2. Il Capitolo demanda al Ministro generale ed al suo Definitorio di formare una Commissione ad hoc che presenti il proprio lavoro o al Capitolo generale ordinario del 2013 o a un capitolo generale straordinario durante il sessennio.

Alla mozione il Capitolo allegava alcuni “suggerimenti metodologici”:

A. Ci sia l’introduzione spirituale (Messico ’92, Ariccia ’98, 2001, e Assisi 2007).
B. Approfondire le dimensioni essenziali del Carisma, dal punto di vista storico e culturale (contributo offerto dai francescani religiosi e laici).
C. Ci sia un coinvolgimento dei frati (province e custodie), specialmente delle nuove circoscrizioni, circa i cambiamenti ritenuti necessari soprattutto a riguardo dei condizionamenti e varianti culturali.
D. Studiare come si sta incarnando il Carisma nelle varie aree del mondo.
E. Individuare gli argomenti delle Costituzioni che andrebbero meglio negli Statuti generali e determinare le aree in cui le Costituzioni attuali sono mancanti (es. formazione, ecc.).
F. Coinvolgere tutto l’Ordine in un Progetto di formazione che unisce Regola, Testamento e Costituzioni, queste ultime non sempre approfondite nelle nostre comunità.
G. L’occasione del Centenario delle nostre Origini potrebbe favorire un maggiore coinvolgimento di tutti i frati in questo progetto.

NB. Per la comprensione esaustiva  delle motivazioni che hanno portato il Capitolo generale ad approvare la mozione n. 1, rinviamo alla Scheda introduttiva alla Mozione presente nell’Instrumentum Laboris del Capitolo generale 2007 (si veda:  Allegato n. 1).


2. Struttura del Progetto

Tenendo presenti le motivazioni essenziali indicate nella scheda introduttiva alla mozione capitolare, il Progetto è imperniato su tre aspetti principali:

  1. I criteri fondamentali che dovranno guidare la revisione
  2. Il metodo di lavoro necessario per procedere con linearità e coerenza operativa fin dall’inizio del processo
  3. Gli strumenti necessari per l’attuazione degli obiettivi indicati dal Capitolo generale 2007.

A) I criteri fondamentali

Tra i criteri possibili appaiono prioritari i seguenti:

  1. L’impostazione carismatica delle norme costituzionali. Dovrà essere chiara non solo nelle Introduzioni spirituali ai diversi capitoli, ma anche nella formulazione stessa degli articoli e dei paragrafi. (Da più parti si è notato che, tolte le introduzioni spirituali, le attuali Costituzioni appaiono spesso piuttosto “laiche” nella formulazione dei paragrafi).
  2. Essenziale appare anche la chiarezza della fondazione delle Costituzioni sulla Regola e, conseguentemente, sulla identità del carisma francescano conventuale. Ciò richiede una riflessione attenta ed approfondita sul carisma e sulle sue connotazioni proprie e caratteristiche, distinguendo con attenzione le sue proprietà essenziali, universali e transculturali da quelle espressioni più propriamente culturali che possono essersi consolidate nel tempo fino al punto da apparire connaturate al carisma. Altrettanto importante appare la necessità di chiarire l’identità carismatica come “carisma francescano”, distinguendolo dall’aggettivo “conventuale” che si pone piuttosto come stile proprio dell’Ordine dei frati minori conventuali per vivere il carisma francescano.
  3. L’elaborazione delle Costituzioni deve avere una chiara dimensione ecclesiale. Dopo il Concilio Vaticano II numerosi sono stati gli interventi della Chiesa sulla vita religiosa ed i documenti in proposito costituiscono ormai un significativo insieme che non può assolutamente essere sottovalutato o trascurato. Inoltre c’è da ricordare che il nuovo Codice di Diritto canonico è stato promulgato solo nel 1983 e perciò non appare significativamente presente nelle Costituzioni. E’ possibile avere un Codice di vita che sia isolato dal CIC?
  4. Le Costituzioni hanno il compito di mediare la fedeltà al carisma originario con le esigenze della sua incarnazione nella storia e nella diversità delle aree geografiche, sociali, ecclesiali e culturali senza trascurare la dinamica evolutiva che caratterizza l’una e le altre. Come affrontare questa difficile sfida nella impostazione delle Costituzioni?
  5. La formulazione delle Costituzioni dovrà essere una formulazione aperta ad una lettura multiculturale e interculturale in modo che la loro comprensione/attuazione non sia legata ad una cultura dominante, come potrebbe essere quella occidentale, ma accessibile anche alle fraternità poste in ambiti culturali diversi e particolari. Appare, quindi, necessario individuare un metodo di lettura e interpretazione che non lasci nella incertezza i criteri di incarnazione del carisma nelle realtà abitualmente definite missionarie e nelle veloci trasformazioni socioculturali che caratterizzano sia gli ambiti tradizionali della presenza del carisma francescano conventuale che le nuove frontiere della sua diffusione geografica e culturale.
  6. In relazione alla struttura delle Costituzioni attuali si considera ineludibile l’esigenza di rileggere la “cultura”, la “mentalità” che è alla base delle Costituzioni stesse. Occorre verificare quali siano state le linee-guida della loro elaborazione, quali le motivazioni poste a fondamento, quali i criteri operativi che ne hanno impostato la struttura ed i contenuti. Ad es.: il questionario inviato ai frati alla conclusione del Concilio Vat. II è stato l’unico strumento adottato per la impostazione delle Costituzioni, oppure, lungo il cammino, si sono utilizzati altri strumenti? Che cosa ha motivato il cambiamento della struttura dai tradizionali 12 capitoli (con riferimento diretto ai capitoli della Regola bollata) ai 6 attuali (che prescindono dal legame diretto con i capitoli della Regola)?
    Inoltre, e soprattutto, è necessaria una analisi approfondita della immagine del “francescanesimo conventuale” che ne risulta: una immagine “aperta” alla diversità culturale o una immagine costruita sulla e per la tradizione francescana e la cultura “occidentali”?
  7. E’ richiesto dal Capitolo generale 2007 che il processo di revisione delle Costituzioni sia utilizzato come “tempo di formazione permanente” per tutti i religiosi. E’ necessario, perciò,  individuare i criteri e predisporre gli strumenti necessari perché questo obiettivo irrinunciabile possa essere raggiunto.
  8. Per conseguire lo scopo della formazione permanente dei frati, il processo di revisione sia strettamente collegato al Progetto sessennale dell’Ordine.


B) Il metodo di lavoro

Tenendo presente quanto sopra rilevato, si ritiene importante preparare la formulazione delle Costituzioni per passi successivi:

  1. Studio previo dei temi fondamentali riguardanti il carisma francescano- conventuale
  2. Studio delle problematiche relative all’incarnazione storica e culturale, ieri e oggi, del carisma da parte del nostro Ordine
  3. Analisi delle Costituzioni attuali e progettazione delle nuove Costituzioni secondo i criteri indicati
  4. Progressiva elaborazione dei contenuti delle nuove Costituzioni e loro distribuzione per capitoli, titoli e paragrafi
  5. Stesura dei testi che si qualifichi per il loro costante e chiaro  radicamento sulle fonti spirituali
  6. Affidamento ad una commissione di giuristi del materiale per la formulazione dei contenuti giuridici dei testi
  7. Presentazione  periodica del lavoro compiuto al Definitorio generale per la sua approvazione previa
  8. Diffusione nell’Ordine dei testi elaborati per acquisire le osservazioni delle Giurisdizioni e delle Conferenze/Federazioni
  9. Definizione dei testi e loro predisposizione per la approvazione del Definitorio generale e la successiva discussione del Capitolo generale.

NB 1: Le iniziative relative ai diversi momenti saranno elaborate e programmate dagli organismi preposti al lavoro di revisione delle Costituzioni.

NB 2: Per quanto riguarda l’avvio del lavoro con lo studio dei temi ritenuti fondamentali per la impostazione delle Costituzioni revisionate, si ritiene necessario indirizzare la ricerca in particolare su tre direttrici:

a) L’identità carismatica del frate minore conventuale dalla Regola e dalla tradizione storica dell’Ordine
Alcuni temi da approfondire, ad es., possono essere: La teologia della Regola di s. Francesco e la sua traduzione nel proprium del carisma francescano-conventuale; I tratti caratteristici ed universali del carisma f.-c. (Evangelicità, Vita nello Spirito del Signore, Significato teologale e carismatico dei voti e loro traduzione nella  prassi, La natura e i fondamenti della fraternità conventuale nella minorità,Radici e caratteristiche della missione francescana-conventuale, ecc.)

b)  Storicizzazione e inculturazione del carisma francescano-conventuale oggi
Alcuni ambiti di indagine potrebbero essere: Il carisma francescano-conventuale attraverso i secoli, Il carisma francescano-conventuale nelle varie culture: dati e problemi emergenti, Valori transculturali ed espressioni culturali del carisma, Magistero della Chiesa sulla vita consacrata e sul carisma francescano-conventuale dopo il Concilio Vat. II, ecclesialità e fedeltà al carisma francescano-conventuale, oggi, ecc.

c)   Luci e ombre della vita nel carisma nelle varie aree dell’Ordine
Tra i temi da affrontare possono essere individuati già i seguenti: Le priorità emergenti nella vita dei frati sono secondo il carisma? Quali sono i tratti del carisma presenti e vissuti? Quali sono i tratti carismatici che soffrono disattenzione? Problemi nuovi, non considerati nelle attuali Costituzioni, che richiedono risposte nuove, Fondazione carismatica della organizzazione tecnico-funzionale dell’Ordine, della sua struttura amministrativa e di animazione, del rapporto tra giurisdizioni e governo dell’Ordine, della relazione tra unità e decentramento/diversità delle realtà giuridiche e culturali presenti nell’Ordine,  ecc.

NB 3: Il cammino di revisione delle Costituzioni è  a servizio della formazione permanente dei frati
Si tratta, quindi, di individuare e mettere in atto le modalità e le iniziative adeguate per coinvolgere i religiosi nel processo di revisione e per utilizzare i materiali delle ricerche onde favorire il cammino di formazione dei religiosi sulle Costituzioni attuali e in vista delle revisioni da introdurre.

C) Gli strumenti di  lavoro

1. Commissione internazionale per la revisione delle Costituzioni
Ha il compito di organizzare, coordinare e sintetizzare il lavoro di ricerca,, di sviluppare la formulazione concreta delle norme nuove e revisionate e predisporre i testi finali per la loro formulazione giuridica e, successivamente, per la loro discussione in Definitorio, nelleGiurisdizioni e nel Capitolo generale.
La Commissione è  composta da
a) 4 membri del Comitato esecutivo per la revisione delle Costituzioni, nominato dal Definitorio generale
b) Un rappresentante di ogni Conferenza/Federazione (7 frati)
c) altri 3 membri nominati dal Definitorio generale.

  • La Commissione predispone il lavoro da fare, si riunisce una volta l’anno e riferisce periodicamente, tramite il Comitato esecutivo, al Ministro generale con il Suo Definitorio.
  • Ogni due anni (o secondo una periodicità più frequente stabilita dal Ministro generale) fa il punto sulle ricerche e sul lavoro svolto, insieme al Definitorio generale.
  • La Commissione opera secondo le indicazioni dell’apposito Regolamento approvato dal Definitorio generale.

2.  Comitato esecutivo per la revisione delle Costituzioni
E’ un gruppo ristretto, nominato dal Definitorio generale cui fanno riferimento sia la Commissione  sia, attraverso questa, i Gruppi di lavoro.
Esso sarà costituito dal Vicario generale (o, in alternativa subordinata, da un altro Definitore generale) che lo presiede, dal Coordinatore della Commissione internazionale per la revisione delle Costituzioni e da due religiosi, chiamati dal Definitorio generale, dei quali uno assume le funzioni di Segretario del Comitato esecutivo.
***E’ essenziale che tutti i membri del Comitato abbiano la residenza a Roma (o possano raggiungerla con facilità).

Il Comitato si riunisce una volta al mese e ogniqualvolta il Presidente lo ritiene necessario.
- Lo scopo del Comitato esecutivo è quello di rendere spedito il lavoro della Commissione e dei Gruppi di lavoro attraverso
a) l’elaborazione di ipotesi di lavoro da sottoporre alla Commissione
b) la raccolta e la discussione preliminare dei risultati delle ricerche, operate dai gruppi di lavoro, da portare in Commissione
c) la preparazione delle schede per la riflessione sulle Costituzioni da portare avanti nell’Ordine secondo quanto indicato nel punto A)7 e passim nel testo
d) la preparazione dei Convegni e meeting internazionali di confronto e di studio sulle tematiche delle ricerche svolte
e) la predisposizione delle pubblicazioni con cui potranno essere diffusi nell’Ordine i risultati delle ricerche per promuovere ulteriormente la formazione permanente dei religiosi sulle tematiche delle Costituzioni ed il coinvolgimento degli stessi religiosi nel processo di elaborazione delle Costituzioni revisionate (le pubblicazioni saranno proposte ai religiosi tramite le Conferenze/Federazioni e le Province).

3. Gruppi di lavoro cui affidare le ricerche da svolgere
Il numero dei gruppi e la loro consistenza numerica e qualitativa saranno decisi dalla Commissione in corso d’opera.
Inizialmente potrebbero essere due:
A- Gruppo di lavoro per l’approfondimento dell’identità carismatica, secondo quanto indicato nei punti NB 2. a-b.
Dovrebbe essere formato da esperti in S. Scrittura, Teologia, Teologia e spiritualità della vita consacrata, Ecclesiologia, Spiritualità francescana, Storia del Francescanesimo, testimoni significativi della vita francescana, formatori, ecc.

B- Gruppo di lavoro per l’analisi della vita nel carisma nelle diverse aree dell’Ordine
Dovrebbe essere formato da religiosi (indicati dal Definitorio generale, sentite eventualmente le Conferenze/Federazioni) idonei a svolgere ricerca sul campo. Potrebbero essere uno o due per ogni area (o in maggior numero per quelle aree culturalmente molto differenziate come, ad es., l’Asia). Opererebbero sulle tematiche indicate al punto NB 2. c.

NB.  A) Ad anni alterni (oppure con periodicità diversa indicata dal Ministro generale) la Commissione internazionale organizza con i gruppi di lavoro meeting di confronto e discussione della durata di alcuni giorni allo scopo di precisare il lavoro svolto e definire i passi successivi da compiere.
I materiali, frutto delle ricerche e dei meeting, verranno messi a disposizione dell’Ordine, nelle diverse lingue,  con pubblicazioni cartacee e/o su internet (creando uno spazio apposito riservato ai frati). Tutto questo  verrà attuato dalla Commissione con il lavoro previo del Comitato esecutivo.

B) Per coinvolgere le giurisdizioni ed i religiosi nel processo di revisione appare utile avviare, con appropriate schede di riflessione predisposte dal Comitato esecutivo (o dalla Commissione internazionale), un cammino di studio e riflessione sulle Costituzioni affidato alle Conferenze e Giurisdizioni, progressivo secondo i capitoli delle Costituzioni.
E’ essenziale che questo impegno venga assolto sia dalle Assemblee delle Conferenze/Federazioni, che dai Definitori delle Giurisdizioni e dalle singole Comunità. Le osservazioni vengano messe a disposizione della Commissione internazionale.
Per itinerari successivi di formazione permanente dei frati potranno essere utilizzati i materiali elaborati dai ricercatori e nei meeting (vedi qui sopra NB A).

3. Spese

Per le spese relative allo svolgimento del Progetto di revisione delle Costituzioni viene istituito il “Fondo Costituzioni”. Per la sua utilizzazione si procede secondo la prassi abitualmente adottata dal Governo dell’Ordine e fondata sui criteri della solidarietà e della sussidiarietà.
Il fondo è gestito dal Segretario del Comitato esecutivo, d’intesa con lo stesso Comitato. Egli ne rende conto al Comitato durante le sue riunioni e periodicamente, tramite il medesimo Comitato,  al Ministro generale con il Suo Definitorio.

4. Annotazioni conclusive

Il Progetto di lavoro per la revisione delle Costituzioni, una volta definito e approvato dal Definitorio generale, è comunicato all’Ordine con lettera del Ministro generale.
Dopo ulteriore verifica dell’impostazione, valutate e inserite le osservazioni provenienti dall’Ordine entro un congruo periodo di tempo, il Progetto definitivo sarà illustrato alle Conferenze/Federazioni perché i Ministri animino i frati e si coinvolgano con essi nell’itinerario di studio e di formazione.
Essendo, tuttavia, uno strumento operativo, il Progetto potrà essere rielaborato e modificato, con l’approvazione del Definitorio generale, dalla Commissione internazionale (eventualmente anche su proposta del Comitato esecutivo) nel corso del processo di revisione delle Costituzioni.


f. Fermino Giacometti

02 Novembre 2007
(Revisione del 27 nov. 2008)